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~°†DrEaMiNg In ThE thEaTrE†°~
September 11 .ricordo quella stanza
e le tende rosse alle finestre e le tue mani come quelle di una sarto che cuce e la luce blu che fa livido il volto e l'oppio bollire nel cucchiaio/ e a forma di croce mi stendevo e tu chiodo eri/ trafittura di spilli/ scorrere d'acqua orda di barbari / in me/ straniera a me stessa / che quando m'incontro non mi saluto nemmeno/ alla curva del ventre cercavi quiete e non c'era/ io troppo distante/ sognavo di donna e lingua succosa e non capivi/ premuto al mio petto illuso ferito e io altrove / coi seni rotondi allo specchio/ invaghita di me/ solamente/ 'che l'oppio non tolse le pene d'amore e il sesso rimase confuso/ il tuo sperma alla schiena/ ove spuntarono ali/ sotto l'acqua corrente poi lavavo la pelle e ridevo/ dove tu non capivi era per me cosi' chiaro/ poi la notte e le strade e il cielo gonfio di pioggia. September 03 .come zolla di terra ho assorbito tutto di te, mio amore immaginato. avrei voluto conoscere la distanza fra la tua bocca e la vertigine che mi scava un solco nel ventre. essere la nota piu' dolce nel tuo pentagramma di musica greca, ma tu non puoi amarmi, ed io dispero. mi srotolo rosso tappeto ai tuoi piedi e ti chiedo di calpestarmi, di fare di me il gancio metallico del tuo portachiavi, il nodo scorsoio che penzola dal tuo soffitto. se un giorno fossi perso se un giorno ti venisse voglia del blu fondo dei miei occhi io saro' la tua ciotola vuota da riempire, vaso di pandora, conchiglia appoggiata al tuo orecchio. forma muta che e' tua ombra e tuo sole. .
dopo tre bloody mary, August 28 .August 18 .
un'inverno improvviso che ghiaccia i piedi,
il vetro appannato perchè è giusto che piova,
me lo aspettavo, attendevo questo.
una per una, voglio contare l'acqua.
che il cielo non vuol più trattenere.
c'eravamo gonfiati di monsoni, di pozzi chilometrici
avevamo immaginato il centro della terra, stavamo
andando a smarrirci nelle fanghiglie sotto il palato.
ma io voglio.
tutta la neve lieve.
che ho lasciato sciogliere per fartela bere,
voglio,
accomodati,
accomodarmi nel tuo rovescio,
accontentare ancora tutto l'amore Passionista, fossimo cose
depositate in tesori, come dentini, come conigli peluchati,
come scontrini conservati con la stampa di una santa data,
come i Glò che stringendoli illuminavano il buio,
come questo inverno improvviso che m'inonda,
fossero questi tesori indimenticati,
fossimo vivi di quest'unica volta, fossi un fosso col pieno intorno,
e tu semplicemente tu,
facessero temporali
ancora, fottessero gli angeli, fumassero le ceneri dei nostri capelli,
ci infilassero dita a far zuppa calda di sangue,
il vetro è appannato perchè è giusto che piova,
me lo aspettavo, attendevo questo. August 09 .
August 08 .sto diventando un'isola.
l'acqua si ritira e lascia sulla sabbia carcasse d'animali e conchiglie rosa.se le accosto all'orecchio sento tempeste e temporali. mi scavo una tana nella pietra. la graffio fino a farmi sanguinare le dita.un tempo avevo parole e sguardi. ora mi incontro e non mi saluto nemmeno. ho avuto bellezza e orrore in uguale misura. ma le ferite ai polsi non si rimarginano.
June 29 .
quella cosa lenta
lenta
così lenta,
immemore stupore e bava alla bocca,
da non poter restare immobile
essere marea
di anime e noi due solamente,
ingoiati.
quella cosa lenta
lenta
così lenta
vita di stomaco ti urlo ti racchiudo ti prego mi preghi è giovedì santo portami
dove vanno a morire i suoni, generiamo caldo d'aprile,
in questa epifania di pioggia
in questa crudeltà barocca dei pugnali nel petto quando siamo lontani,
io di iddio e tu fiato fedele nella mia gola.
ridi santo.
dopo quella cosa lenta
lenta
così lenta. .
entra, lasciando aperto tutto, svegliami piano dicendomi vita
resta, di immobile movimento, che non ho nulla da dire
sono fatta di niente non lo voglio neanche questo nome.
fra quanto poco non ci sarò,
quanto poco,
tu trattieni il nostro diverso
facciamo che mai così è stato prima,
e dopo,
fotoritratto dicendomi vita. entra.
...entra |
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